1595 La visita pastorale fu compiuta da Mons. Broglia

1508 Prima Visita Pastorale

Per determinare la disposizione nel tempo e lo sviluppo artistico degli altari  all’interno della Chiesa di San Vito a Piossasco (TO)

La visita pastorale fu compiuta da Mons. Broglia.

1595 La visita pastorale Mons Carlo Broglia

Mons Carlo Broglia

L’arcivescovo proveniva da Cumiana, gli andarono incontro molti dei Conti del paese, fu ricevuto con grande onore.

Egli visita l’altare maggiore: il tabernacolo dove si costudisce il corpo di Cristo è di legno ed è ornato con un panno di seta, eccetto la porticina: l’arcivescovo ordina che venga ornata anch’essa. Ordina pure che l’eucarestia sia conservata in una pisside e che la lampada eucaristica sia accesa.

Visita il fonte battesimale, ancora senza pavimento, egli ordina che venga fatto e che la parete sia imbiancata entro sei mesi.

Quindi visita gli altari

Fornelli: la Chiesa era stata eretta da poco tempo, perché alcuni altari mancavano ancora e attorno ad altri non c’era ancora il pavimento. La costruzione durò parecchi anni e prima di arrivare ad essere quella che è attualmente passarono anche diversi secoli. Alle spese della costruzione diede largo contributo la comunità di Piossasco, che avrebbe pagato per tre mesi circa 30 operai addetti alla costruzione della Chiesa.

La Chiesa è caratterizzata da un’abbondanza di altari: 11 altari laterali e l’altare maggiore, in tutto 12 altari.

1° altare: l’altare maggiore, addossato al muro. Sopra l’altare era presente una ‘pulchra icona’ (una bella icona). Il tabernacolo era di legno e dentro era ornato con un panno di seta.

Gli altari laterali erano addossati alla parete delle due navate laterali, in corrispondenza di ogni arcata. Formavano quindi tante piccole cappelle, infatti nei documenti spesso con lo stesso nome si indica o l’altare o la cappella.

Gli altari appartenevano:

  • o a qualche membro della famiglia dei Conti di Piossasco
  • o a qualche famiglia importante
  • o a qualche compagnia religiosa

I proprietari dovevano provvedere a tenerli in ordine e decorosi, potevano inoltre utilizzare il pavimento davanti ad ogni altare come sepolcro.

Navata sinistra:

2° altare: l’altare dell’ Immacolata Concezione. Si tratta di una cappella, di cui erano patroni i Conti di Piossasco, i quali avevano diritto di essere sepolti nella tomba gentilizia, che si apriva nel pavimento davanti all’altare.

Gli stessi Conti provvedevano alla celebrazione della Messa ogni giorno. La Cappella nella parte anteriore era chiusa da cancelli, mentre nella sua parete laterale si apriva una piccola porta dalla quale si entrava in Chiesa.

Nel 1668 in una visita pastorale l’altare è indicato con il nome di ‘altare di S. Antonio da Padova’, mentre attualmente è di nuovo intitolato alla Madonna Immacolata.

3° altare: l’altare di Santa Croce e San Mattia. Ne erano patroni i Conti di Piossasco. La cappella è pitturata e pavimentata, con al di sotto il sepolcro (avellum).

4° altare: l’altare di Santa Caterina Vergine e Martire: ne erano patroni i conti di Piossasco.

Un documento del 1417 che nomina l’altare ci suggerisce che esisteva già prima che fosse costruita la Nuova Chiesa. Nel 1668 l’altare aveva cambiato nome e si intitolava a S. Giuseppe.

Oggi s’intitola alla Sacra Famiglia.

5° altare: l’altare di San Sebastiano, che apparteneva alla comunità. Mancava ancora il pavimento ed era in cattivo stato. Oggi è l’altare del SS. Crocifisso.

6° altare: l’altare dei Tre Re Magi, ne erano patroni i De Ruffinis. L’icona era vecchia e malandata, non c’era il pavimento ed era in cattivo stato, in seguito venne sostituito da un confessionale.

7° altare: Altare di Sant’Antonio (o meglio cappella perché l’altare non c’è ancora): altare che passò poi nell’altra navata (altare di Sant’Antonio Abate). Nel 1668 l’altare risulta dedicato all’Angelo Custode.

Navata destra:

8° altare: l’altare di San Biagio, ne erano patroni i De Moranditis e De Ruffinis. Era pessimo stato e aveva il suo sepolcro.

9° altare: l’altare di Sant’Orsola e San Bernardino. Era dei Conti di Piossasco, che qui avevano il loro sepolcro ma era in pessimo stato. Oggi è dedicato a S. Antonio Abate.

10° altare: Cappella dedicata a S. Dalmazzo, mancava l’altare. Verrà in seguito costruito un nuovo altare dedicato alla Madonna del Suffragio, posto dove oggi c’è la porta laterale che dà verso la piazza.

11° altare: l’altare della Madonna del Rosario: a questo altare era canonicamente eretta la Compagnia del SS Rosario. I patroni erano i Conti di Piossasco, con diritto di essere sepolti nella tomba del sottosuolo.

L’altare era dove attualmente c’è un confessionale. Venne trasportato e sistemato nella Cappella del Rosario, dove nel 1595 al tempo della Visita pastorale c’era:

Il 12° altare, l’altare di S. Giovanni Battista, con relativo sepolcro dei Conti di Piossasco. Successivamente l’altare cambierà nome e diventerà l’altare di Sant’Orsola. In questo altare era eretta una Cappellania laicale, cioè un reddito con cui si poteva celebrare delle Messe a un determinato altare da un Cappellano nominato appositamente.

I paramenti degli altari risultano non sufficienti.

Sono menzionate tre icone:

  1. Icona dell’altare maggiore
  2. Icona dell’altare dell’Immacolata Concezione
  3. Icona dell’altare dei Tre Re Magi
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