Organo Collegiata dei SS.Pietro e Paolo di Carmagnola

Organo Collegiata

Tra gli arredi della Collegiata dei SS.Pietro e Paolo di Carmagnola si annovera anche un organo a tremila canne oggi collocato dietro l’altar maggiore.

La ditta Vegezzi e Bossi di Centallo ha costruito lo strumento attuale nel 1956.

Organo collegiata Carmagnola
Organo collegiata Carmagnola

Durante la sua plurisecolare storia la chiesa ha avuto più di un organo. Il primo di cui si ha notizia è quello commissionato, nel 1608, ai fratelli Giorgio e Matteo Boetti di Piobesi Torinese, mastri organari in Torino.

Si tratta probabilmente di quello censito dalla visita pastorale del 1743, collocato sulla porta maggiore, su un balconato colorato” ceruleo screziato”, con accesso da una scala presso una porta minore.

Le notizie sull’ organo della Collegiata si diradano fino alla prima metà dell’Ottocento quando una nota famiglia di organari di origine biellese, trapiantati a Rivoli, riceve la commessa per l’organo della Collegiata.

Se sia un nuovo organo oppure un rifacimento di quello precedente non è dato sapere. Quel che è certo è il ruolo dei fratelli Giovanni Amedeo e Giuseppe Bussetti nell’area carmagnolese.

Concorrenti dei bergamaschi Serassi a cui contendono il mercato di questi strumenti in Piemonte, i Bussetti si trasferiscono in Polonghera in cerca di commesse nel basso torinese.

Non solo la vetustà dell’originario dei Boetti ma anche le restrizioni della riforma ceciliana, voluta dal Cardinal Richelmy possono aver indotto il rifacimento dello strumento.

Questa chiedeva di eliminare dal repertorio sacro gli orpelli della musica profana. A questo nuovo corso si dovettero adeguare anche i registri degli strumenti.

L’ultimo adeguamento per conformarsi alla modernità è avvenuto nel 1990 quando l’organo è stato dotato di una nuova consolle della ditta Krengli di Novara.