Presentazione del Giardino 500-Carmagnola

Il volo della Collegiata

Nessuno sa meglio di te, saggio Kublai, che non si deve

mai confondere la città col discorso che la descrive.

Eppure tra l’una e l’altro c’è un rapporto. …

I.Calvino, Le città Invisibili

 

Giardino 500 Carmagnola
Giardino 500 Carmagnola

La tradizione leggendaria vuole che la casa di Loreto sia stata trasportata in volo angelico dalla Terra Santa.

Senza ricorrere agli effetti speciali, a forze sovrannaturali, un evento simile si è registrato a Carmagnola.

Nella piazza S. Agostino, la piazza dei carmagnolesi, quella delle chiacchiere, del Liceo, di Palazzo Lomellini si è materializzata la Collegiata.

Il volo è stato breve, qualche centinaio di metri dalla sua reale ubicazione.

Si tratta di un allestimento artistico, temporaneo, carico di significati simbolici ed estetici, che si possono cogliere anche senza essere degli Sgarbi o dei Bonito Oliva.

La chiesa voluta dalla popolazione, a ringraziamento della liberazione dalla peste del cinquecento, trasmigra, in occasione del quinto centenario, nel luogo dove maggiormente convergono vecchi e nuovi abitanti.

L’unità registrata nel pericolo di allora si rinnova simbolicamente oggi in questo carrefour cittadino.

Hanno nell’allestimento materiali poveri, ferro, plastica, cannicciati, tanto verde e tanti fiori.

Con il concorso di privati cittadini, imprenditori, associazioni, con la progettazione e il lavoro dei ragazzi dell’Istituto Baldessano-Roccati, in particolare dell’Agraria.

Sotto la direzione del prof. Costantino Ciccone è stata edificata questa onirica costruzione, sintesi della storia, valori e sentimenti locali.

Una cattedrale del verde,

perché nulla più della natura riassume la condizione umana: il trascorrere delle stagioni, il bisogno di unità di fronte alle avversità.

I medesimi sentimenti del tempo in cui edificarono la Collegiata .

Il momento più bello per apprezzare la performace artistica è quando muore il giorno e le luci lasciano il posto all’imbrunire, all’oscurità.

Percorrendo la navata centrale, buttando lo sguardo alle riproduzioni pittoriche, nelle arcate a sesto acuto, fiorite, il desiderio di riflettere viene spontaneo.

Alzando gli occhi al cielo ci si accorge che il tetto non c’è, ma le stelle comunque ci stanno a guardare.

Le chiese e le comunità non sono solo fatte di pietre, dunque, a qualsiasi credo apparteniamo, è bello uscire da queste navate ecologiche rasserenati, con un tarlo kantiano nel cuore: le stelle sopra di noi e un imperativo morale nel cuore; magari per il bene di tutti, della città.

Da venerdì 20 marzo, dopo l’inaugurazione, questa esperienza è per tutti.

Articolo di presentazione del Giardino 500-Carmagnola