Legami con la terra Lucana

Legami

A memoria sommaria, di ricordi storici tra Piossasco e la terra di Lucania possiamo annoverare alcune coincidenze e legami seppur flebili:

1- E’ da annoverare tra le coincidenze la devozione da tempo immemorabile a Piossasco di S.Vito martirizzato, secondo la tradizione, ai confini tra Lucania e Campania.
La cosa è particolarmente strana per il fatto che la devozione di questo santo siciliano è rara in Piemonte, con poche eccezioni in aree montane del torinese.

2- La spiegazione di questa diffusione ci porta a parlare della presenza dei signori di Piossasco nell’ordine dei Cavalieri Gerosolimitani poi di Malta.
Nelle carovane scortate, guidate da questi nobili verso la terra santa ha viaggiato probabilmente anche questa devozione.

3- L’ordine dei Cavalieri presente a S.Maria di Cardossa (SA) ai confini tra Lucania e Campania aveva luoghi di ricovero e percorsi obbligati in molti luoghi della Lucania: un Baliaggio alla SS.Trinità di Venosa, commende a Melfi, a Matera e in centri minori come Grassano.

Le chiese dedicate a S.Giovanni ( a Tolve, Irsina, Miglionico, Viggiano, Tursi, Pomarico) ricordano la presenza patrimoniale dell’ordine nella regione, lungo le strade che portavano verso La Capitanata e Le Terre di Bari dove i pellegrini si imbarcavano.

Anche a Roccanova L’Ordine dei Cavalieri aveva dei beni, essenzialmente terre coltivate.

I signori di Piossasco, presenti nell’ordine, occuparono molte cariche (Commendatore, Baglio, Gran Priore, Ammiraglio…) in terre e porti del Sud.

A testimonianza di questa presenza ricordiamo Filiberto Piossasco-None baglio di S.Eufemia in Calabria, nel 1532 al quale era sottoposto anche il bagliaggio della SS. Trinità di Venosa.

4- Un’altra coincidenza e la presenza nella valle del Cilento, ai confini tra Lucania e Campania, dei signori di Piossasco che per legami matrimoniali con un’altra famiglia piemontese, i Falletti di Barolo, ereditarono i territori feudali di S.Gregorio Magno, S.Licandro, Cardile e Sicignano e molte terre di monte che valicavano l’odierno confine tra Campania e Basilicata.
Col titolo di duchi di Cannalonga si fregiarono tre Piossasco-None: Carlo Giuseppe (nipote di GianMichele), Giuseppe Gaetano, Giuseppe Luigi.

A Sicignano il castello, di origine longobarda, detenuto fino al 1851 fu venduto dal conte Piossasco-Volvera a notabili locali la famiglia Giusso.