Trana Pellegrinaggio della memoria

Articolo di giornale 5/12/2006, Il Sangone

Un giorno mio padre mi disse: andiamo a vedere il nonno. Pensavo mi portasse in campagna in qualche campo o prato che la famiglia aveva a sud di Piossasco.

Invece con la vespa a passo d’uomo ci incamminammo per una strada che costeggiava il Sangonetto, verso Sangano e Trana. Nomi di paesi che credo io abbia imparato a conoscere per la prima volta in quell’occasione.

Attraversammo un ponte che ai miei occhi di bambino, mi sembrò immenso, un fiume sassoso, riarso dall’estate. Ci inerpicammo su per una strada che portava ad una chiesa dal campanile filiforme, slanciato verso il cielo.

Appena entrati nell’edifico sacro, nel chiaroscuro generato dalle ombre e dalle luci , mio padre non mi fece fare più di due passi e ruotandomi verso la prima colonna incontrata mi indicò un quadretto, un ex voto. Mi disse:

”Ecco il nonno”.

tranaLa scena era semplice, una tavola parcamente preparata, un ritratto di un antenato alla parete, una donna in preghiera, inginocchiata su una sedia impagliata, la bisnonna.

In un angolo, in una nuvola argentea, campeggiava la Madonna della Stella, sulla porta entranti, in fila, i tre figli tornati sani e salvi dalla prima guerra mondiale.

Clemente riconoscibile dai galloni sul braccio di sottoufficiale di artiglieria, alle spalle, di bianco e rosso crociato, il nonno Gepù, aiutante di sanità e poi ancora Giovanni con il cappello da alpino. La scritta diceva : La famiglia Martinatto ringrazia.1919.

Il pensiero è corso alla bisnonna Eugenia qualche anno fa, vedendo il film “Salvate il soldato Rayan”.

L’angoscia palpabile della madre del protagonista nel vedere l’auto fendere i campi di grano presaga di cattive notizie, mi è sembrato un sentimento universale, ben presente in quell’immagine di donna appena abbozzata.

Quel che l’ex voto non dice è che la bisnonna il suo tributo alla guerra l’aveva versato in anticipo. Il primogenito era morto travolto da una valanga ancor prima dell’inizio del conflitto.

La meta e il percorso

Quel giorno furono probabilmente nel pensiero di mio padre casuali, una gita di puro contenimento, una giornata diversa per farmi stare tranquillo.

Inconsapevolmente questo fu il mio primo pellegrinaggio della memoria.

Una caduta dal fienile, un carro che si rovescia, la malattia di un bambino, un avveniristico incidente d’auto sono la galleria di occasioni per ringraziare con un ex voto la Madonna di Trana.

Molti di questi parlano di Piossasco. La tradizione dei piossaschesi di venire in pellegrinaggio a questo santuario e a quello della madonna dei laghi di Avigliana è lunga di secoli.

La storia vuole che sia la peste del Seicento a inaugurare questo romitaggio. Nei rendiconti delle confraternite frequenti sono le citazioni di spesa per questa occasione.

In genere il pellegrinaggio avveniva nella settimana dopo la Pasqua.

È curioso rilevare come le confraternite spingessero per rinnovare anno dopo anno la tradizione e i parroci, specialmente quelli dell’Ottocento, cercassero di boicottarla perché occasione di promiscuità tra uomini e donne.

Canterbury docet! Potenza della morale sulla devozione.

Lungo la strada percorsa a quel tempo con mio padre si incontra ancor oggi una piccola chiesa detta comunemente La Gesia di Gai, la chiesa dei Galli. Dedicata a Maria Ausiliatrice.

Qualche anno fa, l’edificio ha presentato, in occasione di una mostra censimento, una interessante scoperta: un quadro devozionale dove sono elencati tutti i soldati piossaschesi partiti per il fronte più alcuni ex voto.

Dalla peste manzoniana ai conflitti mondiali del Novecento, quando la fiducia nell’agire umano viene meno la strada percorsa dalla gente del paese è quella che porta alla collina di S.Maria della Stella o più in là al santuario di Avigliana.

Gli ex voto parlano di una predilezione per la prima.

La vocazione attrattiva del santuario verso le popolazioni prevalentemente rurali dei paesi circostanti non deve far dimenticare che il santuario tranese ha avuto anche visitatori celebri come lo stesso Manzoni che a quella peste che alimentò la devozione per la madonna della stella, dedico pagine memorabili a tutti note.

Ma anche un santo come Don Bosco visitò questa chiesa.

Oggi gli ex voto sono conservati in un luogo chiuso annesso alla chiesa. Ritornato a rivedere quello portato dalla mia famiglia, dopo tanti anni, una gentile signora che mi ha disserrato la porta, dove sono custoditi, mi ha parlato di furti e rocamboleschi recuperi. Ricordandolo vicino alla porta, i miei pochi passi di bambino prima di vederlo, mi suscitarono sul momento una certa ansia.

Lo ritrovai ancora lì. La foto che gli ho fatto è venuta male, ma poco importa. Forse qualcuno vuole che io ritorni.